Metro 4: l’Europa, i cantieri e gli alberi, facciamo chiarezza. Parte prima

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Recentemente abbiamo letto su diversi social network alcune frasi francamente bizzarre. Una lasciava chiaramente intendere che in Francia le metropolitane si costruiscono senza abbattere gli alberi. Ma non è la prima volta, in realtà già nella riunione presso la biblioteca Valvassori Peroni, nel lontano 2013, un cittadino esclamo che in Germania non si abbattono alberi per costruire le metropolitane.

Ebbene no, si tratta di frasi PRIVA DI OGNI FONDAMENTO. Dettate dalla foga del momento, figlie di un’ignoranza anche legittima (intendiamoci, non siamo tutti tenuti a conoscere il mondo delle metro), comunque inopportune e forvianti. Comunque senza tanti giri di parole o di continenti, ecco un semplice giochetto che ha richiesto un’oretta utilizzando il sempre ottimo Google Earth e la sua funzione di foto storiche. Certo, chi ha raccolto le immagini (lo stesso che cura il sito www.metroricerche.it) le metropolitane le conosce anche troppo e sapeva dove cercare, tuttavia ci sono riferimenti geografici e temporali (la barra in alto a sinistra) che possono aiutarvi a ripetere l’esperienza. Ecco cosa è uscito fuori da questo viaggio nel vecchio continente con una sequenza di immagini PRIMA e DOPO presa tra i primi anni 2000 e il 2015, quindi con linee ancora in costruzione o aperte da poco:

COPENHAGEN

Noto paese di incalliti inquinatori, famoso perchè vuole raggiungere l’autonomia dalle fonti energetiche fossili nei prossimi anni, ha optato per una seconda linea che, guardate un po’, è la gemella della Metro 4 e 5 di Milano. In realtà Copenhagen ha visto la costruzione della prima di queste linee leggere automatiche progettate dalla nostra Ansaldo Breda, ovvero la “mamma” delle linee 4 e 5. Adesso è così soddisfatta che ne vuole un’altra, di forma circolare ed ecco come la costruisce:

KONGENS NYTORV una delle piazze principali

copenhagen kongens nytorv prima  copenhagen kongens nytorv dopo

TRIANGEL

copenhagen triangel prima  copenhagen triangel dopo

VIBENSHUS

copenhagen vibenshus prima  copenhagen vibenshus dopo

Ed ecco la stazione MARMORKIRKEN (chiesa di marmo) ovvero il loro “Duomo” con il vano della stazione stretto tra i palazzi che circondano l’edificio. Nessun albero, ma possiamo dire che se sopravvive questa pesante cupola non ci dovrebbero essere problemi nè per San Protaso nè per altri palazzi ancora meno delicati.

copenhagen stazione duomo

STOCCOLMA

Altro paese di inquinatori folli, che non sta costruendo altre metro ma un “Passante Ferroviario” e una metrotranvia:

Il portale nord del Passante, con il pozzo di calaggio.

stoccolma porta nord prima  stoccolma porta nord dopo

Ponte e svolta per la metrotranvia Ovest

stoccolma tram prima  stoccolma tram dopo

AMSTERDAM

Regina delle bici e altro noto paese di inquinatori selvaggi, si sta concedendo la prima vera metropolitana, la linea Nord-Sud numero 52, ecco come:

ROKIN, in pieno centro

masterdam rokin prima  masterdam rokin dopo

Manufatto (ebbene sì, non li fanno solo da noi) SHELDESPLEIN

amsterdam manufatto sheldesplein prima  amsterdam manufatto sheldesplein dopo

VIENNA

Anche loro, che, come ha detto una signora nell’ultima commissione congiunta delle zone 3 e 4, all’EXPO hanno realizzato un padiglione che contiene un vero bosco, dando il giusto ed importantissimo valore a questa manifestazione della natura, non si fanno molte domande quando devono scegliere tra un mezzo di trasporto pubblico meno inquinante e più efficiente e l’assenza MOMENTANEA di alcuni alberi. A proposito, un altro primato viennese è quello di avere le linea U1, U2, U3, U4 e U6, ma nessuna linea U5! Oltretutto tutte insieme sono lunghe 20 km in meno della rete milanese.

FAVORITEN PLATZ estensione sud della linea U1

vienna favoriten prima  vienna favoriten dopo

FAVORITEN STRASSE sempre linea U1

vienna favoriten bis prima  vienna favoriten bis dopo

DONAUSPITAL della linea U2

vienna donauspital prima  vienna donauspital dopo

BARCELLONA

Qualcuno dirà che, stavolta senza sarcasmo, gli spagnoli siano messi peggio di noi in tema di tutela ambientale. Forse è anche vero, ma citiamo Barcellona, la linea L9-10, perchè in questo caso abbiamo l’unica applicazione del metodo “Pizzarotti” ovvero quello del secondo classificato nell’appalto della nostra linea 4. Un unico tunnel a due piani in grado di contenere sia i binari che le banchine come illustrato in questo LINK. Ecco cosa succede con questi cantieri che la vulgata popolare vorrebbe “meno impattanti”.

BON PASTOR, il “prima” è un po’ sfuocato, ma chi vuole intendere intende.

barcellna L9-10 bon pastor prima  barcellna L9-10 bon pastor dopo

SANLLHEY con il grande pozzo circolare che porterà i passeggeri fino a 25-30 metri di profondità, come in ogni stazione sotterranea di questa linea.

barcellna L9-10 sanllehy prima  barcellna L9-10 sanllehy dopo

PARIGI

Linea automatica 14, prolungamento a Nord. Ebbene sì anche in Francia tagliano.

PORT DE CLICHY

pariri port de clichy 14 prima  pariri port de clichy 14 dopo

BUDAPEST

Qualcuno dirà che gli Ungheresi non sono davvero amici della natura, personalmente non sappiamo giudicare, intanto però vi mostriamo la loro Linea 4.

RAKOCZI TER stazione con unica uscita posta al centro di un giardino. Uscita costituita da un grande padiglione che copre una vasta parte prima alberata. Qualcuno propone di fare la stessa cosa in viale Argonne.

budapest racoczi ter prima  budapest racoczi ter dopo

BERLINO

Qua siamo al punto di partenza, la famosa Germania che non tocca gli alberi. Quale inesattezza più grande poteva essere mai detta? Non solo tocca, ma come tocca! Berlino ha una famosa strada: Unter Den Linden, ovvero “sotto i tigli”. Ebbene gli alberi sono i protagonisti assoluti di questa straordinaria strada che conduce da Alexander Platz alla porta di Brandeburgo (più Europa di così si muore) eppure i tedeschi non si sono fatti molte domande e hanno iniziato a costruirci sotto la loro linea U5, e neanche tanto velocemente tanto che ci vorrà molto più dei nostri 88 mesi per appena 3 nuove fermate. Ovviamente per costruire hanno tagliato sia i tigli che gli altri alberi in Alexander Platz, ma l’hanno fatto perchè, come noi, sanno che gli alberi ricrescono e una metropolitana è per sempre. Per sempre preverrà la produzione non solo di Anidride Carbonica che chiediamo agli alberi di eliminare, ma anche quelle polveri sottili figlie della combustione dei veicoli e dei loro sistemi meccanici e frananti. Quanta salute in più quando agli alberi si aggiunge una metropolitana, senza considerare lo stress che sparisce.

ALEXANDER PLATZ e la stazione BERLINER RATHAUS (municipio di Berlino)

berlin rathaus prima  berlin rathaus dopo

UNTER DEN LINDEN

berlin unter prima  berlin unter dopo

Cantieri visti dalla strada, alberi assenti o imprigionati tra guard rail e cesate, altro che due metri di rispetto… e noi Italiani saremmo gli incivili!

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MADRID

Non centrano nulla le metropolitana, ma volevamo farvi vedere queste foto per farvi capire quando davvero qualcuno esagera e debba essere severamente contestato:

Nuova strada a fianco del fiume Manzanarre (si proprio lui, quello che fa il paio con il Reno), stavolta usare la locuzione “devastazione ambientale” è sacrosanto! Per giunta per una strada!

madrid manzanarre durante   madrid manzanarre prima

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Metro 4: piccola nota su San Protaso al Lorenteggio

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Intendiamoci:

NO! L’ORATORIO DI SAN PROTASO AL LORENTEGGIO

NON VERRA’ DEMOLITO PER REALIZZARE LA METRO 4!

Questo per sfatare l’orrenda falsità che vorrebbe la prossima demolizione della chiesa per realizzare la nuova metropolitana. Così come tutta la leggenda che vorrebbe la costruzione a cielo aperto dell’intera linea, con lo scavo per intero di tutta la via Foppa e la via Lorenteggio da lato a lato da cima a fondo. Si tratta di notize che girano ormai da tempo, lanciate da qualcuno (abbiamo dei sospetti), e cresciuti tra la gente che ancora non ha avuto tempo di approfondire il progetto per vari motivi.

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Per info su questo piccolo monumento: Associazione “Amici della chiesetta di San Protaso al Lorenteggio”

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Workshop sulla metro 4: il primo incontro

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Vi trasmettiamo qui di seguito la nota ufficiale sul primo incontro del workshop sulla metro 4, a qui l’Associazione MetroxMilano ha partecipato con ruolo attivo. Il nostro team, in particolare, era presente al tavolo 4, quello sulle sistemazioni post-opera, e ha contribuito nel sottolineare la necessità di una più ampia qualità architettonica dell’opera e di una connessione integrata tra il sottosuolo e la superficie e i vari quartieri che vi si affacciano. Abbiamo anche appoggiato l’idea di parco continuo, o “metropolitana dei parchi” emersa durante l’incontro.

1 – M4 – UN LUOGO DAL VOLTO UMANO

Il cantiere può diventare un luogo dal volto umano, in grado di raccontare la storia di un quartiere e dei suoi abitanti. Questo il pensiero del gruppo di lavoro “Funzioni del perimetro di cantiere”, che mercoledì 6 maggio si è riunito per il primo workshop partecipato “Idee in cantiere”, un progetto ideato da MM Spa per rendere ancora una volta i cittadini protagonisti del cambiamento della propria città.

Il tempo necessario alla realizzazione della Linea Blu, la nuova metropolitana di Milano, può essere valorizzato da un diverso modo di “vivere i cantieri”; l’ingombro che hanno sui quartieri può essere superato trasformando il cantiere in un luogo di iniziative e attività.

Le cesate di un cantiere possono ospitare visualizzazioni grafiche semplici ed efficaci per raccontare Milano, la sua storia, gli eventi. Ma un cantiere può diventare anche un perfetto infopoint lungo il tracciato: con video dell’interno dei cantieri, che forniscono un’informazione puntuale sulle attività in corso all’interno delle cesate e sui tempi di realizzazione.

Al primo appuntamento di “Idee in cantiere” hanno partecipato circa settanta persone fra cittadini, associazioni, studenti, ingegneri, studi professionali, consigli di zona, che hanno proposto le loro idee e progetti per “vivere e far vivere” i cantieri della M4. I quattro gruppi di lavoro (eventi e attività ricreative, arredo pubblico e design partecipato, funzioni del perimetro di cantiere e riqualificazione al termine dei lavori) hanno elaborato circa cinquanta progetti che dovranno essere ulteriormente approfonditi in altre edizioni del workshop.

2 – M4 – IL CANTIERE E I SUOI MATERIALI: UNA FUNZIONE SOCIALE

Il cantiere e i suoi materiali di scarto possono diventare una risorsa riutilizzabile e riciclabile a disposizione della città. Questo il pensiero del gruppo di lavoro “Arredo pubblico e design partecipato”, che mercoledì 6 maggio si è riunito per il primo workshop partecipato “Idee in cantiere”, un progetto ideato da MM Spa per rendere ancora una volta i cittadini protagonisti del cambiamento della propria città.

Il tempo necessario alla realizzazione della Linea Blu, la nuova metropolitana di Milano, può essere valorizzato da un diverso modo di “vivere i cantieri”; l’ingombro che hanno sui quartieri può essere superato trasformando il cantiere in un luogo di iniziative e attività.

Un albero è per sempre e può assumere una valenza sociale: dal tronco di un albero tagliato può nascere una libreria pubblica, a disposizione del quartiere per il bookcrossing. Un albero può anche trasformarsi nel gioco di un bambino, e restituire un’area giochi temporaneamente non disponibile per i lavori della metropolitana. Gli spazi apparentemente più angusti di un cantiere possono essere rivestiti e assumere contorni morbidi, al passo con il design più originale.

Al primo appuntamento di “Idee in cantiere” hanno partecipato circa settanta persone fra cittadini, associazioni, studenti, ingegneri, studi professionali, consigli di zona, che hanno proposto le loro idee e progetti per “vivere e far vivere” i cantieri della M4. I quattro gruppi di lavoro (eventi e attività ricreative, arredo pubblico e design partecipato, funzioni del perimetro di cantiere e riqualificazione al termine dei lavori) hanno elaborato circa cinquanta progetti che dovranno essere ulteriormente approfonditi in altre edizioni del workshop.

3 – M4 – IL CANTIERE SI TRASFORMA E RESTITUISCE SPAZI

Le aree della città interessate dai cantieri della M4 possono essere restituite agli abitanti anche durante lo svolgimento dei lavori. Questo il pensiero del gruppo di lavoro “Eventi e attività ricreative”, che mercoledì 6 maggio si è riunito per il primo workshop partecipato “Idee in cantiere”, un progetto ideato da MM Spa per rendere ancora una volta i cittadini protagonisti del cambiamento della propria città.

Il tempo necessario alla realizzazione della Linea Blu, la nuova metropolitana di Milano, può essere valorizzato da un diverso modo di “vivere i cantieri”; l’ingombro che hanno sui quartieri può essere superato trasformando il cantiere in un luogo di iniziative e attività.

Gli spazi temporaneamente occupati dai cantieri possono essere messi a disposizione dei cittadini, rendendo piacevole e coinvolgente il periodo necessario per i lavori M4. Il cantiere può trasformarsi in un museo che ospita una mostra interattiva, o in un cinema all’aperto che faccia vivere l’esperienza del “primo” viaggio virtuale a bordo dei treni della nuova metro.

Al primo appuntamento di “Idee in cantiere” hanno partecipato circa settanta persone fra cittadini, associazioni, studenti, ingegneri, studi professionali, consigli di zona, che hanno proposto le loro idee e progetti per “vivere e far vivere” i cantieri della M4. I quattro gruppi di lavoro (eventi e attività ricreative, arredo pubblico e design partecipato, funzioni del perimetro di cantiere e riqualificazione al termine dei lavori) hanno elaborato circa cinquanta progetti che dovranno essere ulteriormente approfonditi in altre edizioni del workshop.

4 – M4 – LA METRO 4 RIDISEGNA IL VERDE IN CITTA’

Il percorso della nuova linea 4 unisce il cuore alla cintura esterna della città con una linea verde che diventa un vero bosco in città. I viali interessati dalla tratta della linea metropolitana hanno una struttura morfologica ben precisa, da salvaguardare, implementare, far vivere come un patrimonio unico in città. Questo il pensiero del gruppo di lavoro “Riqualificazione al termine dei lavori”, che mercoledì 6 maggio si è riunito per il primo workshop partecipato “Idee in cantiere”, un progetto ideato da MM Spa per rendere ancora una volta i cittadini protagonisti del cambiamento della propria città.

Il tempo necessario alla realizzazione della Linea Blu dovrà essere utilizzato per disegnare i contorni precisi di questo polmone importante: al termine dei lavori la città avrà circa 1.000 alberi in più collegati da tre parchi distinti. Si è parlato di un ‘patto’ per rimodellare l’usabilità dei viali, gli attraversamenti pedonali, le aree di sosta e di intrattenimento. Il cantiere è un’occasione per mettere mano, in modo condiviso, ad un’idea europea e moderna di uso degli spazi pubblici inseriti nel verde, vero polmone irrinunciabile di una città.

Il gruppo di lavoro concentrerà l’attenzione sul rapporto tra opere in sottosuolo e quelle al suolo; qualità delle essenze da utilizzare, modellazione delle opere esterne; accessi agli spazi di aggregazione (aree gioco – aree cani – aree per lo sport); la segnaletica, ecc.

Al primo appuntamento di “Idee in cantiere” hanno partecipato circa settanta persone fra cittadini, associazioni, studenti, ingegneri, studi professionali, consigli di zona, che hanno proposto le loro idee e progetti per “vivere e far vivere” i cantieri della M4. I quattro gruppi di lavoro (eventi e attività ricreative, arredo pubblico e design partecipato, funzioni del perimetro di cantiere e riqualificazione al termine dei lavori) hanno elaborato circa cinquanta progetti che dovranno essere ulteriormente approfonditi in altre edizioni del workshop.

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Metro 4: nuovo incontro con l’assessore Maran. Il resoconto.

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Nel nostro nuovo incontro con l’assessore Maran è stato possibile fare il punto sullo stato attuativo del progetto della metro 4. In sintesi abbiamo quattro diverse situazioni:

1)Tratta Expo (Linate-Forlanini FS) dove tutto procede senza variazioni di rilievo. Buone notizie sul fronte del Pratone: il Comune ha definitivamente dato mandato alla società Metro 4 di procedere all’esproprio e all’acquisto dell’area che fino all’avvio dei lavori, costava al comune 100.000 euro di affitto all’anno. In questo ambito è stato confermato che su una porzione del tunnel scavato a cielo aperto verrà a breve gettato il solaio e verrà completato il rinterro garantendo il ripristino di circa il 50% del giardino prima esistente.

2)Tratta est (Forlanini FS-Tricolore), nella prima settimana di maggio dovrebbe arrivare l’autorizzazione della sopraintendenza sulle variazione dei cantieri, le quali permetteranno di ridurre ulteriormente di alcune decine gli alberi da abbattere. La sopraintendenza, visto l’alto interesse suscitato dalla vicenda, ha voluto fare un scrupoloso esame del progetto. Una volta ottenuta l’approvazione, e quindi anche quella paesaggistica regionale, ci vorranno ancora 10/15 giorni per l’avvio definitivo dei cantieri. Nel frattempo sono state avviate le pratiche di esproprio temporaneo necessarie per avviare i cantieri, anche se in questo caso si tratta di un numero molto esiguo di edifici, visto l’ampiezza dell’asse viario su cui insisteranno i cantieri. Ci viene confermato che per quanto riguarda Dateo, l’avanzamento è in regola con i tempi previsti. L’amministrazione si sta anche adoperando per concludere l’operazione di controllo presenza ordigni (BOB) entro l’estate di quest’anno, per recupare parte del tempo perso in attesa delle autorizzazioni paesaggistiche.

3)Tratta ovest (Solari-Bolivar), in questo caso le varianti sono sostanziali. L’assessore ci conferma che l’intenzione è quella di raddoppiare le talpe di diametro maggiore che realizzeranno i tunnel tra Solari e San Babila per velocizzare il tutto e permettere la sostituzione del trasporto terra via TIR con quello via nastro-trasportatore all’interno dei tunnel provenienti da San Cristoforo, come suggerito dai tecnici del Comitato Solari. Maran conferma ancora una volta che la modifica non varierà gli 88 mesi il cui conteggio è iniziato a gennaio 2015, né varierà il costo dell’opera; su questo le banche finanziatrici sono severissime (e costosissime). Nel frattempo è stato anche spostato il vano della stazione Solari verso il centro della carreggiata di via Foppa, per evitare il contatto con gli edifici residenziali. Sono state studiate modifiche anche per le stazioni Foppa (angolo via California) e Washington-Bolivar per ridurre l’interruzione del traffico privato a solo un anno. Tutto ciò però produce una modifica sostanziale che potrebbe richiedere, oltre al voto della giunta comunale (che si terrà probabilmente in giugno) anche un passaggio al CIPE (ovvero il Governo nazionale). Fortunatamente le modifiche riguardano parti dell’opera che non verranno avviate prima di due anni, lasciando i margini per un’approvazione, che, come di consueto, non è mai rapidissima. Nel frattempo saranno comunque avviati tutti i cantieri entro l’autunno del 2015, iniziando non solo con lo spostamento dei sottoservizi ma anche con lo scavo dei vani stazioni e degli altri manufatti che rimangono sostanzialmente identici al progetto già approvato. E’ in corso anche lo studio per risolvere i problemi segnalati dagli esercizi commerciali che verranno penalizzati dai cantieri. Si sta ipotizzando sia un bando per un aiuto economico (una volta ridotti in numero grazie alle modifiche sarà possibile parlare di cifre realistiche), sia tramite la realizzazione di spazi alternativi per la durata dei cantieri.

4)Tratta ovest esterna (Bolivar-San Cristoforo). In questo caso oltre ai due cantieri già avviati, Segneri e Frattini, e dove si sta procedendo allo spostamento dei servizi, verranno anche avviati gli ultimi due cantieri in aree delicate (Tolstoj e Gelsomini). Per quanto riguarda Tolstoj la stazione è stata spostata di 10 metri verso sud per evitare il blocco del passo carraio che immette in un parcheggio privato da 300 posti auto. L’assessore sottolinea con rammarico l’episodio increscioso che ha visto l’avvio della procedura di esproprio basata sul vecchio progetto, comunque immediatamente annullata.
Per quanto riguarda il resto della linea, ovvero la tratta centrale, ci viene confermato che l’avvio avverrà subito dopo l’Expo, e che non sono stati riscontrati particolari problemi riguardo il verde, assai scarso nelle aree interessate.

Per quanto riguarda i ricorsi al TAR, manca ancora la sentenza del contenzioso con il secondo arrivato nella gara d’appalto, la ditta Pizzarotti di Parma, di cui è già stata completata l’udienza. Mentre in accordo con il Comune, il comitato Solari ha rinviato l’udienza per il relativo ricorso, in attesa che a giugno la giunta approvi le modifiche richieste.

Ci è stato anche garantivo, sul fronte ambientale, che il Comune ha anche commissionato uno studio sulle alberature, avviando sia un complesso iter autorizzativo per il taglio fuori stagione dei Platani, per la tutela del Cancro Colorato che colpisce questi alberi, sia ha fatto effettuare una verifica sulle nidificazioni constatandone già l’assenza lungo l’asse di viale Lorenteggio. L’assessore ha anche confermato che nel caso della stazione Forlanini FS è stato attivato un iter, coinvolgendo il relativo comitato, per l’estensione e il miglior collegamento del Parco Forlanini con la città.

E’ stato anche introdotto il grande tema della connessione tra metro 4 e metro 3 a Crocetta. Il capitolo non solo non è chiuso, ma è stato ora realmente aperto, a seguito della pressione pubblica a riguardo. Questo tema sarà oggetto di una campagna della nostra associazione nei prossimi mesi.

Sul fronte della comunicazione, è stata ipotizzata la realizzazione di due punti informativi e di incontro; uno presso la piscina del parco Solari e uno in zona piazzale Susa. Nel frattempo è attivo il workshop organizzato da Metro 4 SpA per il 6 maggio.

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M5 – Finalmente l’apertura della seconda tratta

Con 2 giorni di anticipo rispetto all’inaugurazione di Expo 2015, il Comune di Milano e ATM hanno aperto la seconda tratta della linea M5 da San Siro Stadio, che diventa il nuovo capolinea, a Garibaldi FS-M2.

Con l’inizio dell’operatività di questa tratta, la M5 raggiunge la lunghezza di 12,9 km e conta 14 stazioni: sono state aperte al pubblico infatti le stazioni di San Siro Stadio, San Siro Ippodromo, Segesta, Lotto M1 e Domodossola. Le rimanenti 5 stazioni (Monumentale, Cenisio, Gerusalemme, Tre Torri e Portello, che porteranno il totale della linea a 19 fermate) saranno aperte entro la fine dell’Expo, a ottobre 2015. A Tre Torri è presente un “camerone” per il rimessaggio e la manutenzione dei convogli.

Si tratta di un’importante giornata per il sistema metropolitano milanese: finalmente si vede la conclusione di un lungo percorso che ha portato alla realizzazione della linea Lilla e soprattutto si superano i 100 km di linee metropolitane. Milano comincia finalmente ad avere una densità di metropolitane pari a molte città europee.

Le stazioni della seconda tratta ricalcano il layout e le finiture di quelle già viste nella prima tratta, anche se è evidente una maggiore cura nella scelta dei materiali e nella loro posa. Rimangono alcune scelte di stile, finiture e colori non coerenti tra loro e con il resto della linea come ad esempio la molteplicità di colori utilizzati (magenta per porte ed elementi tecnici e corrimano, lilla per i corrimano della seconda tratta, beige per le pareti, grigio scuro e rosso mattone per scale e pavimenti).

Discorso a parte merita la stazione di San Siro Stadio, in cui per evidenti motivi di afflusso e gestione dei tifosi dello stadio è stato realizzato un ingresso con copertura e pareti metalliche che funge da prefiltraggio attraverso dei tornelli simili a quelli dello stesso stadio. Questi varchi permetteranno l’accesso di 500 persone per volta, impedendo il sovraffollamento sia nel mezzanino che al piano dei binari.

Aggiornamento cantieri Metro 4 e 5: aprile 2015

Intanto ecco una bella foto del Piazzale del Cimitero Monumentale, nel punto in cui, fino a un anno fa, c’era il deposito dello smarino (terra di scavo dei tunnel). Oggi tutti gli eleganti alberi sono tornati al loro posto, anche con esemplari nuovi che certo non sfigurano. Tutta la piazza è oggetto di intensi lavori di riqualificazione che, probabilmente, non sarebbero mai stati fatti senza l’arrivo della metro 5 lilla e della sua stazione. Una piazza rinata, rinnovata e “monumentale” a tutti gli effetti, dove tutti i peggiori incubi lanciati da qualche spaventato cittadino in merito alla metro 4, non hanno avuto nessuna concretizzazione a seguito dei cantieri della linea lilla che è la sua gemella!

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Per avere qualche aggiornamento sui cantieri della metropolitane 4 blu e 5 lilla vi rimando a questi link. Per la Metro 5, si tratta dell’ultimo aggiornamento per tutte le nuove dieci stazioni tranne che per Gerusalemme, Cenisio e Monumentale, dove i lavori continueranno ancora per qualche tempo. Le stazioni San Siro Stadio, San Siro Ippodromo, Segesta, Lotto e Domodossola saranno inaugurate il 29 aprile alle ore 11,30, nel pieno rispetto del crono programma pubblicato 5 anni fa, e con, lasciatecelo dire, una rapidità realizzativa che ha scarsi, se non nulli, esempi in Italia. Le restanti stazioni apriranno nell’autunno di quest’anno. Per ogni altra delucidazione non esitate a contattarci.
Per quanto riguarda la petizione, visto che i cantieri sono al momento assai ridotti (qualche cosa in Dateo), la petizione continua e vi invito a firmarla ancora perché nulla è scontato con la metropolitana 4.

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Metro 4: il nuovo caso degli espropri per gli ascensori esterni.

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Proprio ieri è scoppiata l’ennesima polemica sulla metro 4 blu. La stazione Tolstoj è stata di nuovo obiettivo dell’ennesimo articolo polemico scritto dal Corriere della Sera ad opera della giornalista Paola D’Amico, già nota per altri articoli ultra-polemici sulla metro 4 sopratutto nell’ambito della stazione Solari. Questa volta la polemica è stata sollevata dal Comitato Lorenteggio, i quali soci residenti a ridosso della stazione, si sono visti recapitare due distinti documenti: l’esproprio temporaneo di tutte le particelle nell’area della stazione, e l’esproprio definitivo per una piccola area di una del giardino dello stabile di via Lorenteggio 37 per collocarvi l’ascensore a servizio della stazione.

Tralasciando il caso degli espropri temporanei, un atto tipico all’avvio della realizzazione di un’opera pubblica come una metropolitana, che non produce, nella sostanza, nulla di concreto se non, in pochi inevitabili casi, la chiusura di qualche passo carraio (mai pedonale). In questo caso i residenti avevano raggiunto un accordo verbale con il Comune per evitare che vi fosse la chiusura dei passi carrai e i documenti di esproprio consegnati contraddicono questo accordo. La società M4 ha tenuto a precisare che si tratta ancora dei vecchi documenti che nel frattempo erano stati realizzati e ha immediatamente sospeso l’iter.
Sperando che la situazione degli espropri temporanei trovi subito una soluzione formale, anche tramite una rapida approvazione da parte della Giunta, delle modifiche ai progetti.

Discorso diverso per l’esproprio definitivo per l’ascensore della stazione Tolstoj. In questo caso davvero non capiamo l’accanimento irrazionale verso una soluzione che prevede l’acquisto di pochi metri quadri (potrebbero essere anche 4), al prezzo di 12000 euro, del giardino condominiale, per ubicarvi l’ascensore, evitando quindi di posizionarla sullo stretto marciapiede della via, portando via qualche “sacro” posto auto o qualche albero. Ma la cosa che aggrava ancora di più la nostra reazione rispetto allo sproposito della polemica, è il fatto che queste soluzione sono nate proprio a maggior tutela del comfort di tutti, per preservare l’assetto viario e del verde di molte strade, posizionato i necessari, ma obbiettivamente ingombranti volumi degli ascensori (maggiorati, in questo caso, per permetterne l’uso da parte dei ciclisti).

Ecco alcuni casi emersi nelle due metropolitane (MM3 gialla e MM5 lilla) costruite dopo la creazione dell’obbligo di realizzare gli ascensori per l’accesso dei disabili, più una nota sulla MM2 verde.:

MM3: STAZIONE MONTENAPOLEONE
L’ingresso all’ascensore e il vano stesso sono situati all’interno del palazzo “Armani”. In questo modo è stato possibile evitare il posizionamento del volume all’interno di Largo della Croce Rossa, permettendo l’installazione del criticato (a torto) monumento a Sandro Pertini e tutto l’allestimento circostante ad opera dell’Architetto di fama internazionale Aldo Rossi. Da notare anche la presenza di due filari di alberi collocati sopra l’area della stazione della metropolitana.

 

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MM3: STAZIONE TURATI

Anche in questo caso, l’esiguo spazio disponibile in zona, ha richiesto il posizionamento dell’ascensore all’interno del palazzo sito in corso Turati, progettato da Giò Ponti. L’inserimento è talmente ben riuscito che l’ascensore si mimetizza completamente con il contesto.

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MM3: STAZIONE SONDRIO

Questo è una caso un po’ anomalo, dal momento che la scala e il vano ascensore sono stati realizzati prima dell’edificio che li sovrasta. Tuttavia, anche in questo caso, la presenza dell’ascensore non ha influito sulla larghezza del marciapiede. In questo caso va anche considerato che lo spazio a disposizione è ridotto a causa della presenza del naviglio della Martesana.

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MM5: STAZIONE PONALE

Le due scale, una fissa e una mobile, sono interamente collocate nel giardino condominiale dell’attiguo complesso. Il blocco scale è stato poi circondato con una cancellata che riproduce esattamente quella esistente. Questa soluzione ha permesso di non occupare il marciapiede, già di ridotte dimesioni, con due scale in linea, o, in altenativa, rinunciare alla scala mobile.

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MM5: STAZIONE MARCHE

In questo caso il blocco ascensore è stato collocato in un area di proprietà comunale permettendo l’installazione della rampa necessaria per creare il dislivello che protegge la metropolitana dalle esondazioni del Seveso. La rampa, posizionata in altro luogo, avrebbe richiesto l’abbattimento di numerosi alberi, come avvenuto nella stazione Zara, dove non vi erano alternative valide.

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MM5: STAZIONE BIGNAMI

In questo caso solo la scala mobile occupa il terreno privato, vista la larghezza maggiore del marciapiede.

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MM2: LANZA

Questo è un altro caso particolare, si tratta dell’unica uscita della metropolitana di Milano in stile “inglese”, ovvero all’interno di un edificio invece che con scale esterne. Questa soluzione fu ideata quando la MM e il Comune presero in carico l’intero isolato “Fossati” compreso tra il Nuovo Piccolo Teatro e Corso Garibaldi, per demolirlo e costruirvi non solo i tunnel della metropolitana, ma anche un nuovo complesso abitativo. Poi, grazie all’interessamento della cittadinanza (niente di nuovo sotto il sole) l’isolato fu preservato, restaurato e rivitalizzato e si uso uno dei vecchi ingressi per collocarvi una delle uscite della stazione Lanza.

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Fonte immagini: Lanza e Montenapoleone copyright www.metroricerche.it, planimetri Lanza copyright Metropolitana Milanese SpA, le restanti immagini provengono da Google Street View.

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Aggiornamento cantieri Metro 4 e 5: marzo 2015

Per avere qualche aggiornamento sui cantieri della metropolitane 4 blu e 5 lilla vi rimando a questi link. Per ogni altra delucidazione non esitate a contattarci. Come potete vedere stanno ritornando gli alberi sopra le rinnovate piazze e vie sotto le quali, dal 27 aprile, farà servizio la metro 5: nessun deserto, nessuna incompiuta, nessun disastro ambientale.

Per quanto riguarda la petizione, visto che i cantieri sono al momento assai ridotti (qualche cosa in Dateo), la petizione continua e vi invito a firmarla ancora perchè nulla è scontato con la metropolitana 4.

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