Aggiornamento cantieri Metro 4 e 5: aprile 2015

Intanto ecco una bella foto del Piazzale del Cimitero Monumentale, nel punto in cui, fino a un anno fa, c’era il deposito dello smarino (terra di scavo dei tunnel). Oggi tutti gli eleganti alberi sono tornati al loro posto, anche con esemplari nuovi che certo non sfigurano. Tutta la piazza è oggetto di intensi lavori di riqualificazione che, probabilmente, non sarebbero mai stati fatti senza l’arrivo della metro 5 lilla e della sua stazione. Una piazza rinata, rinnovata e “monumentale” a tutti gli effetti, dove tutti i peggiori incubi lanciati da qualche spaventato cittadino in merito alla metro 4, non hanno avuto nessuna concretizzazione a seguito dei cantieri della linea lilla che è la sua gemella!

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Per avere qualche aggiornamento sui cantieri della metropolitane 4 blu e 5 lilla vi rimando a questi link. Per la Metro 5, si tratta dell’ultimo aggiornamento per tutte le nuove dieci stazioni tranne che per Gerusalemme, Cenisio e Monumentale, dove i lavori continueranno ancora per qualche tempo. Le stazioni San Siro Stadio, San Siro Ippodromo, Segesta, Lotto e Domodossola saranno inaugurate il 29 aprile alle ore 11,30, nel pieno rispetto del crono programma pubblicato 5 anni fa, e con, lasciatecelo dire, una rapidità realizzativa che ha scarsi, se non nulli, esempi in Italia. Le restanti stazioni apriranno nell’autunno di quest’anno. Per ogni altra delucidazione non esitate a contattarci.
Per quanto riguarda la petizione, visto che i cantieri sono al momento assai ridotti (qualche cosa in Dateo), la petizione continua e vi invito a firmarla ancora perché nulla è scontato con la metropolitana 4.

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Metro 4: il nuovo caso degli espropri per gli ascensori esterni.

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Proprio ieri è scoppiata l’ennesima polemica sulla metro 4 blu. La stazione Tolstoj è stata di nuovo obiettivo dell’ennesimo articolo polemico scritto dal Corriere della Sera ad opera della giornalista Paola D’Amico, già nota per altri articoli ultra-polemici sulla metro 4 sopratutto nell’ambito della stazione Solari. Questa volta la polemica è stata sollevata dal Comitato Lorenteggio, i quali soci residenti a ridosso della stazione, si sono visti recapitare due distinti documenti: l’esproprio temporaneo di tutte le particelle nell’area della stazione, e l’esproprio definitivo per una piccola area di una del giardino dello stabile di via Lorenteggio 37 per collocarvi l’ascensore a servizio della stazione.

Tralasciando il caso degli espropri temporanei, un atto tipico all’avvio della realizzazione di un’opera pubblica come una metropolitana, che non produce, nella sostanza, nulla di concreto se non, in pochi inevitabili casi, la chiusura di qualche passo carraio (mai pedonale). In questo caso i residenti avevano raggiunto un accordo verbale con il Comune per evitare che vi fosse la chiusura dei passi carrai e i documenti di esproprio consegnati contraddicono questo accordo. La società M4 ha tenuto a precisare che si tratta ancora dei vecchi documenti che nel frattempo erano stati realizzati e ha immediatamente sospeso l’iter.
Sperando che la situazione degli espropri temporanei trovi subito una soluzione formale, anche tramite una rapida approvazione da parte della Giunta, delle modifiche ai progetti.

Discorso diverso per l’esproprio definitivo per l’ascensore della stazione Tolstoj. In questo caso davvero non capiamo l’accanimento irrazionale verso una soluzione che prevede l’acquisto di pochi metri quadri (potrebbero essere anche 4), al prezzo di 12000 euro, del giardino condominiale, per ubicarvi l’ascensore, evitando quindi di posizionarla sullo stretto marciapiede della via, portando via qualche “sacro” posto auto o qualche albero. Ma la cosa che aggrava ancora di più la nostra reazione rispetto allo sproposito della polemica, è il fatto che queste soluzione sono nate proprio a maggior tutela del comfort di tutti, per preservare l’assetto viario e del verde di molte strade, posizionato i necessari, ma obbiettivamente ingombranti volumi degli ascensori (maggiorati, in questo caso, per permetterne l’uso da parte dei ciclisti).

Ecco alcuni casi emersi nelle due metropolitane (MM3 gialla e MM5 lilla) costruite dopo la creazione dell’obbligo di realizzare gli ascensori per l’accesso dei disabili, più una nota sulla MM2 verde.:

MM3: STAZIONE MONTENAPOLEONE
L’ingresso all’ascensore e il vano stesso sono situati all’interno del palazzo “Armani”. In questo modo è stato possibile evitare il posizionamento del volume all’interno di Largo della Croce Rossa, permettendo l’installazione del criticato (a torto) monumento a Sandro Pertini e tutto l’allestimento circostante ad opera dell’Architetto di fama internazionale Aldo Rossi. Da notare anche la presenza di due filari di alberi collocati sopra l’area della stazione della metropolitana.

 

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MM3: STAZIONE TURATI

Anche in questo caso, l’esiguo spazio disponibile in zona, ha richiesto il posizionamento dell’ascensore all’interno del palazzo sito in corso Turati, progettato da Giò Ponti. L’inserimento è talmente ben riuscito che l’ascensore si mimetizza completamente con il contesto.

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MM3: STAZIONE SONDRIO

Questo è una caso un po’ anomalo, dal momento che la scala e il vano ascensore sono stati realizzati prima dell’edificio che li sovrasta. Tuttavia, anche in questo caso, la presenza dell’ascensore non ha influito sulla larghezza del marciapiede. In questo caso va anche considerato che lo spazio a disposizione è ridotto a causa della presenza del naviglio della Martesana.

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MM5: STAZIONE PONALE

Le due scale, una fissa e una mobile, sono interamente collocate nel giardino condominiale dell’attiguo complesso. Il blocco scale è stato poi circondato con una cancellata che riproduce esattamente quella esistente. Questa soluzione ha permesso di non occupare il marciapiede, già di ridotte dimesioni, con due scale in linea, o, in altenativa, rinunciare alla scala mobile.

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MM5: STAZIONE MARCHE

In questo caso il blocco ascensore è stato collocato in un area di proprietà comunale permettendo l’installazione della rampa necessaria per creare il dislivello che protegge la metropolitana dalle esondazioni del Seveso. La rampa, posizionata in altro luogo, avrebbe richiesto l’abbattimento di numerosi alberi, come avvenuto nella stazione Zara, dove non vi erano alternative valide.

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MM5: STAZIONE BIGNAMI

In questo caso solo la scala mobile occupa il terreno privato, vista la larghezza maggiore del marciapiede.

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MM2: LANZA

Questo è un altro caso particolare, si tratta dell’unica uscita della metropolitana di Milano in stile “inglese”, ovvero all’interno di un edificio invece che con scale esterne. Questa soluzione fu ideata quando la MM e il Comune presero in carico l’intero isolato “Fossati” compreso tra il Nuovo Piccolo Teatro e Corso Garibaldi, per demolirlo e costruirvi non solo i tunnel della metropolitana, ma anche un nuovo complesso abitativo. Poi, grazie all’interessamento della cittadinanza (niente di nuovo sotto il sole) l’isolato fu preservato, restaurato e rivitalizzato e si uso uno dei vecchi ingressi per collocarvi una delle uscite della stazione Lanza.

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Fonte immagini: Lanza e Montenapoleone copyright www.metroricerche.it, planimetri Lanza copyright Metropolitana Milanese SpA, le restanti immagini provengono da Google Street View.

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Aggiornamento cantieri Metro 4 e 5: marzo 2015

Per avere qualche aggiornamento sui cantieri della metropolitane 4 blu e 5 lilla vi rimando a questi link. Per ogni altra delucidazione non esitate a contattarci. Come potete vedere stanno ritornando gli alberi sopra le rinnovate piazze e vie sotto le quali, dal 27 aprile, farà servizio la metro 5: nessun deserto, nessuna incompiuta, nessun disastro ambientale.

Per quanto riguarda la petizione, visto che i cantieri sono al momento assai ridotti (qualche cosa in Dateo), la petizione continua e vi invito a firmarla ancora perchè nulla è scontato con la metropolitana 4.

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Non stiamo esagerando?

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Riportiamo la notizia dal Corriere della Sera: il consigliere comunale Mattia Calise sale su un albero in Via Lorenteggio per protestare contro l’abbattimento nel quadro dei lavori propedeutici alla realizzazione della M4.

A parte la tempistica, un po’ tardiva per gente che si professa “abitanti della rete”, la protesta inscenata da Calise per ridurre i danni dei cantieri M4 ci pare l’ennesima esagerazione dovuta ad un approccio piuttosto sclerotizzato quando si parla di metropolitane e soprattutto M4.

La condivisione dei documenti e delle informazioni e soprattutto il dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini è fondamentale per la buona riuscita dei lavori e dei cantieri. M4, forse più di ogni altra opera, rappresenta il miglior esempio di collaborazione tra le parti, anche se si poteva e può fare di più…

Le innumerevoli riunioni tra Comune e cittadini hanno portato ad un sostanziale miglioramento dei cantieri e quindi dell’impatto dei lavori sul tessuto urbano.

Sembra però che ci sia sempre qualcuno pronto a protestare e polemizzare senza aver le informazioni necessarie per commentare lo sviluppo del progetto. Una metropolitana prevede diversi manufatti, tra cui le stesse stazioni e le opere inerenti alla sicurezza dei tunnel e dei passeggeri, che richiedono scavi in profondità e la rimozione delle interferenze in superficie, tra cui anche eventuali piantumazioni. In ogni caso, a parte le porzioni di superficie utilizzate per gli ingressi e gli spazi fisicamente utilizzati per camini, griglie di areazione e uscite di sicurezza, il resto dei cantieri verrà restituito alla cittadinanza con nuove piantumazioni determinando un bilancio tra disagi (cantieri e abbattimenti) e benefici (una nuova metropolitana, minor traffico e il 20% in più di piantumazioni) che pende decisamente verso quest’ultimi.

Fonte: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_marzo_24/via-lorenteggio-mattia-calise-sale-un-albero-protesta-contro-taglio-23e05f98-d20f-11e4-a943-de038070435c.shtml

 

NOTA AGGIUNTIVA:

A seguito di alcune false notizie circolate a seguito della trovata di stamattina, riportiamo quando dichiarato dall’Assessore Maran in merito all’incarico di direzione lavori per la metro 4:

Dal Corriere della Sera del 17 marzo 2015, versione Online

Arriviamo alla linea 4 del metrò. Perotti è stato consulente tecnico e responsabile dei lavori e coordinatore della sicurezza sul lavoro per la prima piccola tratta di M4. E qualcuno ricorda che in passato ha chiesto più volte che gli fosse affidata la direzione lavori dell’intera tratta. Business milionario. Ma quando è stata costituita la società pubblico-privato che dovrà realizzare la nuova linea del metrò si è deciso di mettere a gara ogni lavoro e ogni opera e la direzione lavori è in mano è Metropolitana milanese: «Per la M4 – ha detto l’assessore alla mobilità, Pierfrancesco Maran – abbiamo fatto una scelta diversa e abbiamo deciso di affidare la direzione lavori a Mm, società partecipata da Palazzo Marino

Pertanto  la società di Perotti (peraltro mai accusa di non aver eseguito a norma i suoi incarichi) non solo NON  ha la direzione lavori della MM4 (esclusa la tratta Expo Linate-Forlanini FS, aggiungiamo), ma NON ha e non ha MAI avuto incarichi di progettazione e quindi non ha MAI influito sulla dimensione e ubicazione dei cantieri (e relativi abbattimenti di alberi) poichè queste decisioni sono naturale conseguenza della presenza stessa di una metropolitana che verrà realizzata con i più moderni standard costruttivi. Chi afferma il contrario ho ignora le circostanze di cui parla o, ancora peggio, lo fa in MALAFEDE, abbassandosi al rango dei personaggi che vorrebbe denunciare. Ancora una volta ribadiamo che l’alterativa a uscite di sicurezza, prese d’aria e mezzanini realizzati nelle aree verdi può essere solo la carreggiata stradale.

 

AGGIORNAMENTO:

A fronte della propaganda fatta da Calise sulla sua pagina FaceBook in cui fa sembrare una sua vittoria la diminuzione degli alberi da abbattere, e leggendo soprattutto molti commenti di persone che lo ringraziavano per il lavoro svolto, chi scrive ha replicato come segue anche a chi polemicamente accusava l’amministrazione di operare oscuramente:

Non è assolutamente così misterioso, così come il M5S e Calise non hanno alcun merito nelle modifiche ai cantieri concordate dai cittadini e dai comitati con il Comune, dialogo che va avanti da circa un paio di anni. Infatti in circa una settimana (il tempo trascorso tra l’inizio della protesta di Calise, cioè quando si è accorto di M4, e oggi) non si fa nulla di così importante come ridiscutere i cantieri per ottimizzare gli spazi e ridurre i disagi. I cantieri, nel complesso di un’opera come una metropolitana, sono la parte piu soggetta e suscettibile di modifiche perchè dinamici, variando ingombro e attività nel corso dei lavori, e quindi non sono certo la prova provata di incapacità nel fare le cose… questo è chiaro per tutti gli addetti ai lavori… ciò che si puo criticare e la scarsa sinergia tra chi redige i cantieri, gli enti comunali e i cittadini… invece che arivare a modificare i cantieri a lavori iniziati si poteva fare con calma, senza clamore e senza demagogia, almeno un anno fa! Va premesso inoltre che i progetti esecutivi vengono redatti una volta che la società concessionata viene istituita e viene firmato l’accordo di programma, inoltre un progetto sia tecnico che dei cantieri esiste già dal bando che ha portato a vincere l’attuale ATI. I documenti sono protocollati e si può fare una visita degli atti per recuperare le migliaia di pagine e documenti tecnici che spiegano nel dettaglio le lavorazioni previste e le scelte effettuate. Accostare indagini e persone che nulla c’entrano con M4 è intellettualmente disonesto e viene fatto solo per giocare demagogicamente con la rabbia della gente e la disaffezione alla politica. Così come è disonesto e vergognoso dubitare della professionalità dei tecnici che ha redatto il progetto… Con i se e con i ma non si va da nessuna parte… Abbiamo 4 linee metropolitane, con cui certamente ci sono stati molto più problemi anche a livello di giustizia, e nessuna linea è rischiosa per i passeggeri e nessun lavoro è stato fatto da persone incapaci. Possiamo discutere sulla qualità di alcune finiture, soprattutto M5, e la durabilità di alcune forniture, come diverse scale mobili che si rompono, ma la sicurezza delle metropolitane è sotto gli occhi di tutti. M5 pero ci puo dare un chiaro esempio di come il PF permetta il rispetto dei tempi previsti e degli impegni presi: la linea sarà completata con pochi mesi (e non anni) di ritardo dovuti principalmente a cause indipendenti e le aree sono tutte soggette al previsto ripristino (si veda ad esempio viale fulvio testi: https://www.google.it/maps/@45.521341,9.209195,21z). Infine, un breve ragionamento su ciò di cui stiamo discutendo: si tratta di una metropolitana, ovvero un’opera che aiuterà a ridurre il traffico e l’inquinamento, favorendo l’uso dei mezzi pubblici collegando più efficacemente diversi punti della città e generando nuove relazioni nella rete del TPL. A fronte di ciò si chiede la pazienza di veder finiti i lavori e il sacrificio di alcune piantumazioni (vorrei far notare che i numeri pubblicizzati includono sia alberi ad alto fusto sia piantumazioni decisamente piu modeste mentre nell’immaginario collettivo e di chi non si informa sono tutte piante secolari alte 30 o 40 metri…) che verranno tutte ripristinate con un aumento del 20%, impegno e dato scritti nero su bianco. Il bilancio è sicuramente positivo ed è un investimento per il futuro della nostra città.

Ora questo commento non lo potrete più trovare perché, nel nome della democrazia liquida, della lotta alla Kasta e dell’importanza di informarsi, Calise o chi per lui gestisce la sua pagina Facebook ha rimosso il commento con un vergognoso atto di censura verso la libertà di espressione e di critica dei politici e della loro attività. 

Come associazione siamo favorevoli ad ogni opera che migliori il trasporto pubblico locale, riducendo il traffico e lo smog, favorendo l’uso dei mezzi pubblici, siamo anche favorevoli a qualunque modifica che migliori l’impatto di certe lavorazioni sulla vita dei cittadini a patto di non inficiare la qualità e i costi dell’opera. Ciò a cui siamo sicuramente contrari è la demagogia usata per meri scopi elettorali e alla censura che dimostrano, purtroppo, la pochezza di chi vorrebbe essere il cambiamento e invece sembra solo fatto della stessa pasta degli altri…

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Importanti notizie sul quasi-fermo dei cantieri in zona est

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Apprendiamo e vi giriamo quando emerso durante la riunione congiunta delle Commissioni Mobilità delle zone 3 e 4 per l’aggiornamento dei cantieri della metro 4 blu. In questa occasione il membro del CDA della società metro 4 ingegner Terragni e il responsabile unico di procedimento, l’ingegner Tarricone hanno illustrato i motivi per i quali le attività nei cantieri Tricolore, Susa e Argonne sono sostanzialmente ferme. Tutto risale alla delibera CIPE che ha approvato il progetto definitivo finale della metropolitana 4; tra le varie prescrizioni una faceva esplicita richiesta che il progetto fosse coperto dall’Autorizzazione Paesaggistica Regionale. Questa pratica è stata subito avviata dalla Regione la quale, però, a sua volta è legata al parere della Sopraintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, la quale ha sottoposto alla società costruttrice alcune richieste aggiuntive. Settimana prossima è previsto un incontro nel quale si spera di poter trovare un punto d’incontro che permetta l’ottenimento del parere favorevole e, quindi, il completamente dell’autorizzazione regionale. Una volta ottenuta tale autorizzazione sarà possibile procedere all’abbattimento degli alberi e alla rimozione di qualsiasi arredo presente nelle aree di cantiere. Tale autorizzazione è stata già ottenuta per la stazione Dateo (e, presumibilmente per la fermata Frattini), dove oggi è iniziata la rimozione delle alberature e dove sono già stati rimossi tutti gli arredi presenti, inclusi alcuni binari tranviari.
Una volta ricevuta l’autorizzazione dalla Regione, e liberata l’area, si inizierà con la procedura di Bonifica degli Ordigni Bellici (in gergo BOB), che richiede una media di cinque mesi e che si conclude con una certificazione di assenza di ordigni (risalenti alla seconda guerra mondiale) che permette di iniziare gli scavi. Non è chiaro se questo sia un impedimento per iniziare lo spostamento di eventuali sottoservizi.
Quindi, nella speranza che la Sopraintendenza, conscia degli enormi benefici ambientali e dei trasporti urbani di Milano continui con la collaborazione positiva finora esistita e sia in grado di rilasciare il suo parere positivo nel più breve tempo possibile.
Nel contempo, ancora una volta, il Comune e la società costruttrice si sono impegnate a ridurre gli impatti dovuti alle recinzioni in zona est, riaprendo alcun temporanei passaggi e ripristinando interamente la pista ciclabile (operazione, questa, già autorizzata ed eseguibile). Procede anche l’attività di spostamento delle varie attività commerciali installate nelle aree dei cantieri.

 

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Comunicato stampa sulle modifiche ai cantieri

L’Associazione MetroxMilano è stata creata da un gruppo di cittadini milanesi che da anni seguono l’evolversi dei trasporti pubblici a Milano e non solo. Alcuni di noi seguono le vicende della metropolitana 4 dal 1998 senza soluzione di continuità. Abbiamo fondato questa associazione perché riteniamo che in questa fase della vicenda dove è in elaborazione un progetto esecutivo, dove tutti i finanziamenti sono stati ottenuti, dove sono stati accesi mutui e, sopratutto, sono passati ben 18 anni dall’ideazione di questa metropolitana, sia giunto il momento per iniziare a costruirla. Non siamo semplicemente e genericamente “a favore” delle metropolitane e di questa metropolitana: noi chiediamo che sia realizzata SUBITO, e negli 88 mesi promessi e sanciti dai contratti, in quanto lo consideriamo un progetto di grande qualità e fondamentale per la futura ecosostenibilità degli spostamenti nella città di Milano. Per questo motivo abbiamo lanciato una PETIZIONE, ancora attiva, dal titolo “Faccia partire subito i cantieri della linea 4” e indirizzata all’assessore ai trasporti Pierfrancesco Maran.

Con questo comunicato vogliamo sottolineare che siamo assolutamente favorevoli a qualsiasi miglioramento dei cantieri e dello svolgimento dei lavori di costruzione di questa nuova linea sotterranea, consci che l’obbiettivo di ridurre al massimo i disagi debba essere anche quello dell’amministrazione pubblica. Seguiamo costantemente l’evolversi delle modifiche che procedono e completano l’apertura dei circa 30 nuovi cantieri, e apprezziamo ogni qual volta il costruttore riesca ad offrire soluzioni meno impattanti come già fatto nel caso di numerose stazioni quali: Argonne, Susa, Tricolore, Frattini, Segneri, e siamo convinti come verrà fatto anche per i casi più controversi come le stazioni di via Foppa, Solari in particolare, Tolstoj in via Lorenteggio e magari anche a Dateo, l’unico vero cantiere impattante in zona est. I già numerosi sforzi fatti non solo negli ultimi mesi ma già delle prime modifiche al progetto definitivo nel 2011 sono il segno che il dialogo è costante e non vi è alcuna chiusura concettuale alla risoluzione di questi problemi. Ovviamente questo non significa che qualunque pretesa debba trasformarsi in realtà anche perché questo significherebbe, nei fatti, cancellare il progetto.

Fatta questa premessa fondamentale, speriamo che ogni dubbio sulla nostra posizione sia chiarito.

Allo stesso tempo monitoreremo l’evolversi delle modifiche affinché siano rispettati alcuni punti di principio:
-non venga ulteriormente rinviata l’apertura dei cantieri né della tratta attualmente in oggetto né di quella situata nel centro storico,
-le modifiche non comportino un aumento di costi che richieda lunghe procedure di finanziamento intacchi il quadro economico già oggetto di critiche, spesso eccessive, per i suoi costi anche da parte dei comitati locali,
-che le modifiche non aumentino la durata dei cantieri oltre gli 88 mesi previsti, anche perché questo sarebbe uno svantaggio per gli stessi cittadini interessati dai cantieri,
-che si consideri l’ipotesi di aprire alcune tratte di metropolitana 4 prima del completamento dell’intera linea, fatte salve le esigenze finanziare del progetto e senza aggravio di costi,
-che l’eventuale aumento di costi non sia compensato riducendo la qualità finale del manufatto, specialmente negli aspetti architettonici e funzionali.

Aggiornamento cantieri Metro 4 e 5: febbraio 2015

Per avere qualche aggiornamento sui cantieri della metropolitane 4 blu e 5 lilla vi rimando a questi link. Per ogni altra delucidazione non esitate a contattarci.

Per quanto riguarda la petizione, visto che i cantieri sono al momento assai ridotti (qualche cosa in Dateo), la petizione continua e vi invito a firmarla ancora perchè nulla è scontato con la metropolitana 4.

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No… Comment!

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Ecco una scritta comparsa nei dintorni di Parco Solari (foto dell’utente Tanus di SSC-Skyscrapercity)

Evidentemente, le notevoli modifiche apportate al cantiere per ridurne i disagi, come la riduzione dell’area di cantiere, la riduzione del numero di piante rimosse e l’installazione di un hangar per contenere le polveri generate dallo smarino del terreno di scavo, tutti interventi comunque ben accetti, non sono stati sufficienti per alcuni individui che hanno deciso di uscire allo scoperto, rivelando di essere contro alla M4 a prescindere, e non solo al cantiere di calaggio delle talpe (ovvero la posizione ufficiale dei vari comitati)… oltre a dimostrare di essere particolarmente incivili deturpando i muri della città.

MM4, avvio cantieri e nuove modifice: facciamo il punto

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 CONTINUA LA RACCOLTA FIRME/PETIZIONE

Inutile “dichiarare vittoria” per la nostra petizione se dopo due settimane è apparsa solo qualche rete e intanto i lavori nella zona est ritardano e subiscono continue modifiche per accontentare i comitati (a quando il rifacimento delle facciate chiesto da qualcuno?) Ora è solo tempo di scavare!

 Intanto ecco la notizia di oggi dal Corriere della Sera:

«M4, niente tir in Foppa-Solari» Passa il progetto dei residenti
Svolta sul progetto del metrò 4. L’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, annuncia ai cittadini di zona Solari che lo «smarino» — la terra scavata nella tratta Solari-San Babila — non verrà trasportata dai camion ma nel sottosuolo, attraverso nastro trasportatore. Per contenere i tempi, inoltre, sarà calata una seconda Tbm (talpa) da 9,15 metri. La notizia è stata data ai cittadini al termine di un incontro negli uffici dell’assessorato venerdì sera. In sostanza, è stata presa in esame e accolta la proposta studiata dal comitato Dezza-Foppa-Solari. Utilizzare i nastri trasportatori consentirà di eliminare il deposito delle terre in via Dezza, ridurre impatto ambientale, traffico e inquinamento, sulla direttrice Parco Solari-Lorenteggio. L’assessore Maran «ha spiegato che le modalità sono ancora allo studio, in quanto c’è un problema di rispetto dei costi e dei tempi», precisa Orietta Colacicco, portavoce del Comitato. Due-tre le settimane necessarie al Rup (Responsabile unico del procedimento) per valutare se sarà possibile rispettare il cronoprogramma. Intanto si avvicina la data della discussione del ricorso al Tar dei cittadini, fissata per il 30 aprile.

Se l’assessore Maran via twitter ci ha risposto che “88 mesi erano e 88 mesi devono essere” vogliamo capire a quale prezzo? Non che l’arrivo della seconda talpa da 9,5m non sia benvenuto, ma fare tutto ciò mantenendo costi e tempi invariati ci sembra utopico e il fatto che la giornalista D’Amico, autrice dell’articolo, taccia sull’aspetto economico è un brutto segno. Ci chiediamo anche come l’aumento di osti si inserisca in un dibattito già acceso sul tema, sopratutto dopo che i Comitati e la stampa sono stati tra i più critici sui costi dell’intera metropolitana. Insomma se una metropolitana, ovvero un’opera che tantissime città nel mondo bramano di avere, la regina indiscussa del trasporto urbano, è troppo costosa e, dice qualcuno di loro, anche inutile, come poi si può chiedere di aumentarne ancora i costi? Come al solito tutto diventa possibile quando si tratta di soddisfare i bisogni particolari, ma ancora una volta noi ci poniamo dalla parte di quel grande, diffuso, numero di cittadini che questa metropolitana la vuole per miglioare la propria condizione di vita non nei prossimi 7 anni ma nei prossimi 20, 30, 40, finanche 100 anni per le generazioni future, come i nostri avi pensarono la nostra Linea 1.

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